Ancora denunce contro gli antifascisti baresi

Il 21 settembre scorso al termine di un partecipato corteo contro il DL Salvini e contro le politiche securitarie del governo M5S-Lega alcuni manifestanti furono aggrediti da esponenti del partito fascista Casapound sotto gli occhi distratti di un intero reparto dei carabinieri. (1)

Gli stessi carabinieri in assetto antisommossa pochi minuti dopo caricarono per due volte gli antifascisti e le antifasciste accorse sul luogo dell’aggressione mentre un ingente schieramento di polizia e finanziari consentiva agli aggressori di rimanere al sicuro nella sede del partito. Per quella azione di solidarietà e resistenza antifascista sono stati denunciati 5 compagni con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale (110, 337 ccp)

Queste denunce fanno seguito a quelle consegnate lo scorso 29 novembre a tre compagni del collettivo Ex-Caserma Liberata con l’applicazione per la prima volta del DL Salvini in relazione alla denuncia per blocco stradale oltre che per manifestazione non autorizzata e vilipendio delle forze armate. (2)

Di fronte a questi atti repressivi della questura di Bari contro compagne e compagni del collettivo Ex-Caserma Liberata e più in generale contro tutti gli attivisti e le attivisti che partecipano alle iniziative politiche e alle manifestazioni di piazza a Bari, non possiamo che esprimere solidarietà e vicinanza a tutte e tutti ed un invito a tenere alta la guardia e manifestare la propria solidarietà a tutti coloro che sono vittima della repressione dello stato.

 

A Bari un altro morto di cottimo. Si chiamava Alberto Piscopo e aveva 19 anni

Sabato 1° dicembre a Bari un ragazzo è stato investito mentre attraversava gli stradoni del quartiere Poggiofranco con il suo motorino. Si chiamava Alberto Piscopo Pollini ed aveva 19 anni. Alberto è morto mentre lavorava per conto di SocialFood, una delle tante aziende che offrono consegne a domicilio da ristoranti e pizzerie tramite un’applicazione. Alberto, come tutti i fattorini del delivering, non era assunto come dipendente ma aveva firmato un contratto di lavoro autonomo. Alberto è morto mentre lavorava con il suo motorino correndo da una parte all’altra della città per rispettare i parametri dell’algoritmo dell’applicazione SocialFood.

In fondo la realtà è semplice: c’è chi in casa al caldo e tramite un’applicazione ordina cibo per soddisfare le proprie necessità e chi fuori al freddo, su biciclette e motorini, sempre per soddisfare i propri bisogni e magari qualche sogno, consegna cibo a domicilio per pochi centesimi, senza alcun diritto, senza alcuna tutela e sostanzialmente a proprio rischio e pericolo. Alberto non è il primo a rimetterci la vita così come non è il primo ad infortunarsi gravemente mentre lavora, solo che a differenza di altri lavoratori Alberto ha firmato un contratto che nei fatti e al di là delle belle parole è un contratto di lavoro a cottimo senza nessuna forma di tutela e garanzia con una “paga” basata sul numero di consegne (in media tra 1 e 1,80 euro lorde a consegna) e numero di chilometri percorsi (in media 0,25 cent/km); Alberto non entrerà nemmeno nelle statistiche dei morti sul lavoro in quanto dallo stato non è considerato nemmeno un lavoratore.

Mentre il suo nome a breve sarà dimenticato dai più, per noi riders il nome di Alberto rimarrà un duro monito così come è stato per Maurizio morto a 30 anni lo scorso 4 Settembre in scooter mentre consegnava pizze a domicilio a Pisa. Di lavoro si muore ma se hai un contratto entri nelle statistiche dell’INAIL ovvero 945 morti sul lavoro tra Gennaio e Ottobre 2018, se non hai nessuna forma di tutela sei solo un morto. Per le aziende che si occupano di consegne a domicilio noi Rider siamo solo un numero circondato dalle sue variabili ed inserito nell’algoritmo dell’applicazione.

Siamo alcuni riders baresi, abbiamo deciso di prendere parola perché il nome di Alberto non può essere dimenticato e perché bisogna iniziare a combattere affinché le aziende di consegne a domicilio ci riconoscano diritti fondamentali come per gli altri lavoratori.

Non si può morire a 19 anni per consegnare una pizza.
Non si deve morire per portare a casa 2 soldi

#rideronthestorm #riderinlotta #tutelepiene

Comunicato di alcuni riders baresi e pubblicato da Ex Caserma Liberata

Blocco stradale: applicato per la prima volta il DL Salvini a Bari

Il DL Salvini trasformato in legge con voto di fiducia martedì 27 novembre dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle (e con il supporto di Forza Italia e Fratelli d’Italia) è stato immediatamente applicato a Bari al termine del corteo antifascista in memoria di Benedetto Petrone, ucciso dai fascisti nel 1977.

Ieri verso le 12.30, 3 attivisti di Ex-Caserma Liberata sono stati convocati presso la questura di Bari per la notifica di una denuncia per manifestazione non autorizzata, vilipendio delle forze armate e per blocco stradale (violazione dell’Art.1 del d.gls 22 gennaio 1948, così come modificato dall’Art.23 del decreto legge n°113 – 4 ottobre 2018).
Al di la delle risibili motivazioni che hanno portato al questura di Bari ad emettere un tale provvedimento quello che è evidente a tutte e tutti è la volontà politica di mantenere un clima di tensione e di alimentare un’ondata repressiva affinché la popolazione desista dall’organizzare proteste e reclamare diritti.

Nei fatti il DL Salvini è un provvedimento che completa l’opera avviata dal Partito Democratico nella scorsa legislatura con l’approvazione del DL Minniti Orlando. Un decreto razzista e classista che criminalizza tutte le categorie vulnerabili e ne cancella le libertà civili, erodendo ulteriormente lo spazio democratico per le categorie più svantaggiate. Un provvedimento che attacca dal punto di vista giuridico le azioni tipiche della contestazione come il blocco stradale e l’occupazione delle case sino a sanzionare la presenza stessa di individui “non graditi” attraverso l’uso del così detto Daspo Urbano.

Invitiamo tutte e tutti a mantenere alta la guardia contro gli atteggiamenti di questura e prefettura e a contestare il DL Salvini in tutte le forme possibili ed è per questo che aderiamo all’assemblea contro il DL Salvini, sgomberi e repressione prevista per sabato 01 dicembre presso l’Ex-Socrate.

 

Comunicato di Ex-Caserma Liberata –> qui (facebook)

Contro il DL Salvini e le politiche autoritarie del governo M5S – Lega —> https://bit.ly/2qFHAs2

Basta Repressione e sfruttamento -Assemblea cittadina —> qui (facebook)

 

28 Novembre – Benedetto Petrone vive nelle nostre lotte

28 Novembre 1977 – 2018
BENEDETTO PETRONE VIVE NELLE NOSTRE LOTTE
per la libera circolazione di tutti e tutte
MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA
Ore 18:00 Concentramento in Piazza Umberto

Il 28 novembre del 1977 il compagno Benedetto Petrone veniva assassinato in Piazza Prefettura da una squadraccia fascista uscita dalla vicina sede del MSI sotto gli occhi delle forze di polizia che presidiavano la piazza. Uno scenario non troppo diverso da quanto accaduto lo scorso 21 settembre, quando, al termine di una partecipata manifestazione contro le politiche securitarie ed autoritarie del governo M5S-Lega, una squadraccia fascista, uscita dalla sede di Casapound in Via Eritrea, aggrediva alcuni manifestanti diretti alla stazione sotto gli occhi distratti di polizia e carabinieri che presidiavano la strada dal primo mattino. La violenza fascista di ieri non è poi così differente dalla violenza di oggi sia nei modi che nei tempi: reprimere i movimenti, servire i padroni difendendone gli interessi, fomentare l’odio per il diverso spacciando la difesa del “proprio orticello” ed il nazionalismo per amore verso la propria terra.

Oggi come allora la risposta alla violenza fascista è la mobilitazione nelle strade della città di Bari – “Chiudere le sedi fasciste” – l’obiettivo politico, contrastando il razzismo e la deriva autoritaria con i propri corpi, nel rifiuto del fascismo come ostacolo ad una società migliore, per le strade, nelle scuole e nelle università, nei luoghi di lavoro dove gli sfruttati rimangono tali a prescindere dal colore della pelle o dal genere.

Oggi a differenza di allora i fascisti non hanno bisogno di mettere le bombe nelle stazioni, nelle piazze o sui treni per determinare le scelte politiche dei governi, perché sono al governo da anni. Abbiamo avuto Cossiga e il Generale Dalla chiesa, Alemanno e Fini nelle stanze delle questure alla guida della mattanza durante il G7 di Genova del 2001 e differenti governi Berlusconi si sono succeduti negli ultimi 20 anni, mentre per il paese prendevano forma e sostanza partiti fascisti come Casapound e Forza Nuova; oggi abbiamo un governo a trazione M5S-Lega che approva a larga maggioranza DL come quello Salvini e Pillon che mostrano quanto autoritarie ed oscurantiste siano le scelte intraprese dal governo del nostro paese.

Ogni 28 Novembre scendiamo per le strade della città di Bari invitando tutte e tutti le/gli antifasciste/i ad essere presenti non solo per manifestare in memoria di Benedetto Petrone, ucciso dai fascisti, ma per riaffermare a gran voce quegli  ideali di solidarietà e mutuo soccorso che muovevano Benedetto, come ognuno di noi oggi, a manifestare per ottenere un cambiamento nello stato delle cose reali. Quest’anno scenderemo per le strade per gridare, ieri come oggi che – Benedetto è vivo ed è vivo nelle nostre lotte –

– contro il razzismo ed il classismo del decreto Salvini, che smantella la possibilità di servizi all’interno dei progetti di accoglienza che tutelino la dignità della persona, che cancella l’istituto della protezione umanitaria e annulla la possibilità per i richiedenti asilo di ottenere una residenza, che prevede tempi di detenzione sempre più lunghi negli HotSpot e nei CPR ed in alcuni casi anche presso i Posti di Frontiera.

– contro la guerra dichiarata del ministro degli interni Salvini alle occupazioni abitative e alle occupazioni sociali e politiche fatta di provvedimenti legislativi che restringono ulteriormente le libertà democratiche già messe pesantemente in discussione dal Marco Minniti, suo predecessore durante il governo a guida PD.

– contro riforma della legittima difesa (approvata al senato il 24 Ottobre scorso) che insieme al sistema delle licenze per la detenzione delle armi rappresenta il perfetto combinato disposto per trasformare il nostro paese in un far west all’americana.

– contro il decreto Pillon che prevede una forte limitazione alla libertà di scelta delle donne meno abbienti rendendo ulteriormente complicato, lungo e dispendioso il divorzio, eliminando l’assegno di mantenimento ed introducendo un quadro normativo vessatorio nei confronti delle donne vittima di violenza domestica

– contro la violenza fascista e razzista per la chiusura di tutte le sedi fasciste

Mercoledi 28 Novembre 2018
Benedetto Petrone Vive Nelle Nostre Lotte
per la libera circolazione di tutti e tutte
MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA
Ore 18:00 Concentramento in Piazza Umberto

Gli/le antifascisti/e baresi/e

Contro il DL Salvini e le politiche autoritarie del governo M5S – Lega

Il DL Salvini approvato pochi giorni fa al Senato dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle è un decreto che completa l’opera avviata dal Partito Democratico nella scorsa legislatura con l’approvazione del DL Minniti Orlando. Un decreto razzista e classista che criminalizza tutte le categorie vulnerabili e ne cancella le libertà civili, erodendo ulteriormente lo spazio democratico per le categorie più svantaggiate e per chi contesta lo stato delle cose. Abbiamo visto come con Mimmo Lucano il nuovo ministro dell’Interno abbia ben appreso da chi lo ha preceduto l’utilizzo politico-punitivo di strumenti preventivi come il foglio di via e il divieto di dimora.

Un decreto profondamente razzista che smantella la possibilità di servizi all’interno dei progetti di accoglienza che tutelino la dignità della persona. L’obiettivo è limitarsi a “farli sopravvivere”, ma rifiutarsi di fare in modo che questi uomini e queste donne possano costruire la propria vita in questo paese. A questo scopo cancella l’istituto della protezione umanitaria e annulla la possibilità per i richiedenti asilo di ottenere una residenza. La conseguenza evidente è che gli irregolari aumenteranno, assicurando il perdurare del problema e il tornaconto elettorale. I migranti e le migranti irregolari, senza poter essere né rimpatriati (la realtà è che costa troppo e non si può fare) ne regolarizzati, verranno rinchiusi sempre più a lungo negli HotSpot e nei CPR ed in alcuni casi anche presso i Posti di Frontiera. Inoltre prevede la revoca o il diniego della protezione internazionale nel caso ci sia un procedimento in corso (non una condanna) per reati di basso profilo come il furto.

L’estensione delle norme e dei dispositivi in dotazione ai sindaci delle città nella guerra contro attivisti politici, poveri e classi marginalizzate trova concretezza nella concessione dell’uso del teaser alle forze di polizia locale e nell’estensione dell’uso del così detto “daspo urbano”, introdotto da Minniti nel 2017, ai presidi sanitari, alle aree in cui si stanno svolgendo fiere, mercati e spettacoli pubblici, nel ripristino del reato di blocco stradale (con pene dai 2 a 12 anni) e nell’ulteriore criminalizzazione delle occupazioni a scopo abitativo individuando uno specifico reato con pena prevista sino a 4 anni.

In ben 38 articoli del Decreto Sicurezza trovano spazio nuove norme e limitazioni che disciplinano gli spazi pubblici e le persone che li abitano. Un’aggressione giuridica senza precedenti contro il diritto alla libera circolazione degli individui. L’autoritarismo del governo M5S-Lega è evidente in questo provvedimento così come in quello sulla difesa personale dove si dà “licenza di uccidere” all’interno della propria abitazione o come per il decreto legge Pillon, in discussione in parlamento, che prevede una forte limitazione alla libertà di scelta delle donne meno abbienti rendendo ulteriormente complicato, lungo e dispendioso il divorzio, eliminando l’assegno di mantenimento ed introducendo un quadro normativo vessatorio nei confronti delle donne vittima di violenza domestica.

 

KILL THE POOR – La guerra ai poveri in USA e in Italia: discriminazione e carcerazione di massa

Giovedi 25 Ottobre
Cineteatro Mimi Milano -> Ex-Caserma Liberata

Non solo Marange – Collettivo di mutuo soccorso e cassa di resistenza presenta:
KILL THE POOR – La guerra ai poveri in USA e in Italia: discriminazione e carcerazione di massa

Ore 20:00
Cena sociale a sostegno di NSM

Videochiamata con Sandra Berardi – Associazione Yairaiha Onlus – Cosenza

Ore 21:00
proiezione del film documentario di AVA DuVERNAY
13TH – Da schiavi a criminali con un solo emendamento
(USA 2016 – 1h 40min)

13th è un documentario di Ava DuVernay che mostra chiaramente il legame tra politiche carcerarie statunitensi e le forze del sistema economico capitalista che ne è alla base.
Il lavoro della regista afroamericana prende il titolo dal tredicesimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, l’emendamento che nel 1865 pose fine ad ogni forma di schiavitù e costrizione personale, sancendo però che questo principio non fosse applicabile a coloro che venivano stati giudicati colpevoli di un reato dopo regolare processo. L’immediata conseguenza di questa postilla all’emendamento fu un aumento di arresti e condanne di afroamericani costretti quindi ai lavori socialmente utili, una scelta che aprì la strada all’associazione afroamericano=criminale.

L’Associazione Yairaiha O.N.L.U.S., costituita a Cosenza nel 2006, nasce con fini esclusivamente di solidarietà sociale. In particolare si pone come obiettivi primari la tutela e la difesa dei diritti umani con particolare attenzione a quelli della popolazione sottoposta a limitazione della libertà e dei minori migranti non accompagnati.

Bari non ha paura – Comunicato sul corteo del 21 e sulla vile aggressione fascista

Venerdì 21 settembre oltre 1000 persone sono scese per le strade della città di Bari per manifestare la propria opposizione a questo governo e alle sue retoriche securitarie, razziste e fasciste, finalizzate solo a ottenere facile consenso elettorale e a dare in pasto un nemico agli abitanti dei quartieri vessati dalla povertà.
[Antefatto]
Giovedì 13 settembre ore 9:00, la celere e la digos fanno irruzione nella casa di una compagna per sequestrare uno striscione con su scritto – Salvini Bimbominkia – procedendo quindi ad una lunga perquisizione della sua abitazione oltre al solito corollario di abusi e minacce trasformati in due denunce, una per vilipendio delle istituzioni e l’altra per resistenza, per lei e suo figlio.
Ore 10:50, il ministro degli interni Matteo Salvini viene a Bari per sponsorizzare politicanti locali appena saliti sul carro della Lega quali Romito, Sasso e in ultimo Cipriani e per soffiare sul fuoco dell’intolleranza e della xenofobia in un quartiere multietnico e complesso come il quartiere Libertà a Bari. Mentre Salvini veste felpe e rilascia interviste a favore di telecamera circondato a malapena da un centinaio di sostenitori, a circa 500 metri, in piazza del Redentore si svolge un presidio antirazzista convocato dal collettivo di Ex-Caserma Liberata e dalla rete informale Mai con Salvini – Bari non si Lega. Dopo circa un’ora il presidio si muove spontaneamente per le strade del quartiere per protestare contro la presenza strumentale del ministro degli interni per le strade della città di Bari e per ribadire che non sarà certo la presenza di più pattuglie di polizia a risolvere i reali problemi di un quartiere dove la dignità delle persone che lo abitano viene quotidianamente calpestata dalla totale assenza dello stato sociale e di strumenti di sostegno alle famiglie povere. Durante il corteo viene confermata la mobilitazione per sabato 21 settembre. Nei giorni successivi, a ritmo incalzante, le assemblee politiche e quelle organizzative tracciano contenuti e modalità per il corteo e nel mezzo giunge a 22 tra compagne e compagni di Ex-Caserma Liberata una denuncia per manifestazione non autorizzata e turbativa dell’ordine elettorale per aver contestato la presenza a Bari di Di Stefano, leader di casa pound lo scorso 13 Febbraio.
[Venerdì 21 Settembre]
Sono le ore 18:30 quando il corteo si muove per le strade della città di Bari per contestare apertamente le retoriche e le politiche securitarie, razziste e fasciste del governo 5 stelle – lega. Oltre mille persone hanno risposto all’appello alla manifestazione e compongono un lungo corteo che ha attraversato le strade del quartiere Libertà tra interventi, cori e slogan, musica e la partecipazione attiva e sentita di tutte e tutti coloro che erano in strada. Un corteo che ha coinvolto le soggettività meticce del quartiere con i loro cari insieme ai gruppi politici e alle comunità migranti.
Verso le 22:00 il corteo giunge a piazza del Redentore, nel quartiere Libertà, dove gli interventi finali lasciano lo spazio alla musica dal vivo e ad una cena multietnica organizzata da alcuni nuclei familiari del quartiere; sventolano le bandiere di DAX. Sono circa le 22.40 quando arriva la prima telefonata – “aiuto i fascisti ci hanno aggredito con le mazze sotto la sede di casa pound, c’è un compagno a terra privo di sensi con la testa rotta”.
Il quartiere Libertà era militarizzato dal primo mattino. Le case dei compagni con la pattuglia al portone, mentre sia la sede di Cipriani – Riprendiamoci il futuro – in via Trevisani che la sede di casa pound in via Eritrea, entrambe site nel quartiere erano pesantemente militarizzate dalle FDO dall’ora di pranzo.
I compagni e le compagne si muovono compatti da via Crisanzio verso Via Eritrea dove trovano due reparti della celere. Tre cariche per allontanare tutti e tutte da via Eritrea con i compagni ancora a terra sanguinanti.
[L’aggressione]
Ore 22:30 Alcuni compagni si muovono verso la stazione per tornare a casa quando in via Crisanzio incontrano una donna eritrea con sua figlia nel passeggino, spaventata dalla presenza dei fascisti all’inizio di via Eritrea “sono armati e non mi hanno fatto passare per andare a casa, mi hanno terrorizzata”. Giacomo, Antonio, Claudio e Eleonora avanzano e si accorgono che circa una trentina di fascisti armati di spranghe presidiano l’ingresso della strada, la polizia è sparita; ci sono due camionette della polizia che nascondono gli agenti oltre via Eritrea. Nel giro di pochi secondi vengono inseguiti e aggrediti con spranghe, cinghie e tirapugni. Rimangono a terra due compagni, uno ha perso i sensi e ha la testa vistosamente aperta, uno sanguina ovunque mentre gli altri sono leggermente contusi o feriti. I fascisti si raggruppano davanti alla loro sede mentre la celere si frappone e impedisce l’arrivo dell’ambulanza, ferma dall’altro lato dell’isolato su corso Italia, per incomprensibili motivi di sicurezza. Il sangue cola ancora sull’asfalto mentre compagne e compagni arrivati vengono ripetutamente caricati. I fascisti restano rintanati nella loro sede con un’ingente presenza di Fdo in assetto antisommossa a proteggerli dalla rabbia di compagne e compagni. Tra cori, slogan e diversi momenti di tensione lo stallo si sblocca verso l’una di notte. I fascisti vengono fatti sparire e il corteo ricompattatosi si muove verso l’Ex-Caserma Liberata. Sono le 3 di notte quando viene convocata una conferenza stampa per il giorno successivo.

[Bari, la città di Benedetto Petrone]
Come nel 28 novembre del 1977 quando una squadraccia fascista armata, di fronte la polizia immobile, in piazza Prefettura, aggredì un gruppo di compagni isolati lasciando morto sull’asfalto il compagno Benedetto Petrone; così ieri una squadraccia fascista armata si è mossa di fronte alla polizia di stato immobile e complice di questo vile agguato, come risposta alla riuscita manifestazione antirazzista e antifascista appena conclusa. Circa un’ora prima in piazza del Redentore la polizia aveva allontanato una famiglia con queste parole: “Signora meglio se si allontana perchè ci sono i fascisti in giro e qui fra poco ci saranno gli scontri”.
Giacomo di Alternativa Comunista è stato dimesso con 9 punti in testa, diversi ematomi e un dito rotto, mentre Antonio di Potere al popolo è stato dimesso con 8 punti sulla testa e diversi ematomi. Diversi tra compagni e compagne hanno subito le cariche dei carabinieri in assetto antisommossa. A tutte e tutti loro va la nostra solidarietà.
Se l’obiettivo dell’agguato voleva essere quello di spaventare le persone e distogliere l’attenzione dalla riuscita e partecipata manifestazione di venerdì scorso, possiamo già dichiararlo fallito. Non sarà possibile ridurre questa lotta a una semplice contrapposizione fisica fra fascisti e antifascisti, non dopo che migliaia di persone hanno ribadito la propria opposizione e questo ennesimo governo fantoccio, che si illude i imbonire la gente con le sue retoriche securitarie, senza preoccuparsi di intervenire minimamente sulle problematiche reali dei quartieri, la mancanza di stato sociale, di accesso ai diritti primari; ma invece si prodiga per attaccare le libertà personali di scelta, di espressione e di movimento delle persone, incurante anche dei diritti umani e della libertà delle persone.
L’unica risposta possibile è la costruzione di una mobilitazione generale di tutte le forze antifasciste che ribadisca le tematiche antirazziste, anticapitaliste e antisessiste della manifestazione del 21, in opposizione totale a questo governo e ai suoi tirapiedi.
Rilanciamo i seguenti appuntamenti:
Lunedì 24 settembre, ore 18:00 in Ex-Caserma Liberata – Assemblea politica aperta a tutte le realtà cittadine promotrici del corteo del 21 e di tutte e tutti coloro che intendono contribuire alla discussione sulle forme della mobilitazione
Martedì 25 settembre, ore 18:30 in piazza Prefettura – Bari contro la violenza fascista – Assemblea pubblica per la costruzione di una mobilitazione generale che ribadisca che Bari non ha paura.
Collettivo Ex-Caserma Liberata
Bari

Presentazione di L’aria brucia con Antonio Susca e Carla Rotondi

Venerdì 31 Agosto
nell’ambito del Bari Hardcore Fest
ore 19:00
Non Solo Marange
presenta in compagnia degli autori
Antonio Susca e Carla Rotondi

L’ARIA BRUCIA – Rivolte, solidarietà e repressione nelle carceri italiane (1968-1977) Ed. Red Star Press – Hellnation Libri

«Sarebbe davvero imperdonabile lasciare scivolare nella dimenticanza questi fatti, come se non fossero mai accaduti, e privare i detenuti di oggi e di domani della loro storia di ieri».

Contrassegnato da un tempo percepito come immobile, costretto in uno spazio ristretto e separato rispetto alla società che lo istituisce, il carcere irrompe nella «storia», da cui si vorrebbe isolato, soprattutto grazie all’uso di quel particolare strumento politico che è la rivolta. Un paradigma che, negli anni compresi tra il 1968 e il 1977, assume un valore particolare; per la capacità del carcere di trasformare la protesta sociale in «scuola di rivoluzione», da un lato. Ma anche per i problemi che la repressione, attraverso l’introduzione della differenziazione del regime di detenzione, finisce con il porre alla stagione delle rivolte carcerarie. L’aria brucia, con dovizia di particolari, ricostruisce quella che alla resa dei conti resta ancora una storia oscura e sconosciuta, dando un contributo fondamentale alla conoscenza della conflittualità politica e sociale italiana.

ANTONIO SUSCA – Nato sul finire del 1982 nella provincia est barese, in leggero ritardo per vedere l’Italia campione del mondo ma abbastanza per ricordarsi della caduta del muro. Quando ha tempo libero gli piace riempirlo con la storia politica, i concerti hardcore e l’extreme wrestling.

GIANCARLA ROTONDI – Classe 1984, custodisce da ascoltatrice seriale preziosi tessuti di racconti orali che tramanda e intreccia prima che possano andare persi. Ha sempre questioni politiche e filosofiche tra le mani e un matita tra i pensieri, per scrivere, appuntare, far poesia.

Ed. Red Star Press
Collana: Unaltrastoria

 

Bari – Manifestazione regionale contro il genocidio delle popolazioni di Afrin e contro la guerra in Rojava

Sabato 24 Marzo dalle ore 16:00
Manifestazione regionale contro il genocidio delle popolazioni di Afrin e contro la guerra in Rojava
Concentramento: Slargo fronte Petruzzelli, lato Corso Cavour – Bari

➡ La solidarietà internazionalista è un’arma contro il fascismo di Erdogan

➡ Fermiamo l’aggressione militare dello stato turco contro le popolazioni del Rojava
➡ Sosteniamo la Rivoluzione Confederale Democratica del Rojava

✴✴Anna Campbell vive nelle lotte di tutte e tutti noi ✴✴
✴✴✴SERKEFTIN ✴✴✴

Come compagne e compagni di Non Solo Marange aderiamo alla manifestazione indetta dai comitati pugliesi di solidarietà con il popolo curdo ed invitiamo tutte e tutti a partecipare attivamente alla manifestazione per spezzare il silenzio dei media nazionali e per manifestare la nostra solidarietà alla popolazioni di Afrin sotto assedio militare.

 

Link evento FB

di seguito l’appello della Campagna internazionale in difesa di Afrin/Appello globale all’azione

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