Presentazione del libro “Non ho visto niente” + Proiezione di “Archiviato”

Mercoledì 25 ottobre, presso il cineteatro Mimì Milano /// Ex-Caserma Liberata

una iniziativa di confronto e discussione sulla lotta NOTAV

dalle ore 19:30
** prersentazione del libro ed incontro con l’autrice Angela Giordano
NON HO VISTO NIENTE – SUL COME ESSERE NO TAV COMPORTI PERDERE IL LAVORO
Ed. Sensibili alle Foglie

dalle ore 20:30
** proiezione del documentario di Carlo Amblino
ARCHIVIATO – L’ OBBLIGATORIETA’ DELL’ AZIONE PENALE IN VALSUSA

dalle ore 21:30
** Cena sociale a sostegno delle attività di Non Solo Marange

 

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Rompere l’isolamento: scriviamo ai detenuti e alle detenute

Uno degli scopi primari della repressione e dell’istituzione carceraria è quello di isolare i detenuti dalla realtà che li circonda e dagli affetti. Scrivere ai/alle nostri/e compagni/e detenuti/e così come ai tutti/e i/le detenuti/e è un importante atto di solidarietà che spezza l’isolamento che lo stato impone attraverso le mura carcerarie e i dispositivi di controllo. Per spezzare le catene dell’isolamento, manifestazioni, presidi e iniziative politiche di solidarietà sono importanti così come scrivere una lettera per dire loro che non sono soli, attraverso le proprie parole.

— “Nell’ora della rivolta, nessuno resta mai veramente solo”


Paska e Ghespe liberi subito
Liberta’ immediata per i detenuti del #G20 di Amburgo
Liberta’ per tutte e tutti

Quando scrivete, lasciate nella busta da lettera anche altre buste da lettera, fogli e francobolli in modo da facilitare una risposta e verificate correttamente l’affrancatura alla posta.
Quando scrivete ricordate che in molti casi la corrispondenza è sottoposta a censura.

di seguito una serie di consigli tratti da https://www.autistici.org/mezzoradaria/scrivere-ai-detenuti/

Perché scrivere a chi è recluso.
Il tempo può essere un castigo quando si viene privati della libertà di disporne a piacimento, quando lo stato rinchiude qualcuno in una cella e lo priva dei suoi rapporti e si prende un pezzo della sua vita.
Può essere una prova molto dura, a maggior ragione quando ad affrontarla si è da soli. Ricevere solidarietà dall’esterno infonde una forza che può fare la differenza. Cominciare uno scambio di lettere può anche alleviare la solitudine della cella e fare sentire ad una persona che non è sola.
Che sia un telegramma, una cartolina o una lettera ogni contatto con l’esterno è una piccola breccia nell’isolamento a cui vorrebbero condannare i reclusi e le recluse. Oltre a queste considerazioni, c’è il fatto che intrattenere una corrispondenza con un recluso è spesso uno spunto di crescita personale e una bella esperienza.

Cosa scrivere.
Può non essere semplice scrivere una lettera a qualcuno che non si conosce, in molti ci troviamo spesso davanti alla difficoltà di scrivere qualcosa che non sia banale o stupido di fronte alla situazione sicuramente grave di chi sta scontando un periodo di reclusione.
Tuttavia non bisogna dimenticare che chi è in carcere è una persona come noi e spesso la cosa più semplice da fare è iniziare presentandosi e spiegando i motivi che ci hanno spinto a scrivere. Se non si ha nulla da scrivere un disegno o un collage può essere comunque un modo per trasmettere ciò che non si riesce a trasmettere a parole, oppure si può inviare un libro, informandosi prima sulle regole che vigono in ogni carcere, ad esempio in alcuni non possono entrare le copertine rigide o i testi sottolineati.
Per permettere alla persona di risponderci è importante indicare il mittente sulla lettera. E’ anche buona norma mettere la data in cui la lettera è stata inviata. E’ un bel pensiero inoltre allegare un francobollo all’interno della busta, dato da specificare nella lettera in modo che nessuno prelevi il bollo senza che ce ne si accorga.
Bisogna poi tenere conto che ciò che si scrive a chi sta in carcere viene con molta probabilità letto anche dalla polizia interna, quindi è meglio di evitare di scrivere qualunque cosa che possa tramutarsi in un problema per se stessi, altri o per la persona a cui si scrive.

Se non riceviamo risposta
A volte può capitare che di non ricevere risposta dalle persone a cui si è scritto. Non prendiamocela. I motivi possono essere tantissimi: da un disguido delle poste alle guardie che trattengono le lettere, può essere anche che il detenuto in questione abbia molte lettere a cui rispondere e che ci vorrà del tempo prima che riesca a rispondere a tutti. I motivi possono essere molti e in ogni caso non c’è motivo di prendersela.

A chi scrivere.
Scrivere a qualcuno dentro è un impegno che può sembrare da poco ma che una volta preso va mantenuto, quindi è meglio non sovraccaricarsi di lettere a cui rispondere se non si ha la certezza di mantenere nel tempo i contatti.

Presidio solidale #SeMiCacciNonVale contro i fogli di via da Bari, daspo e repressione

Giovedì 8 Giugno dalle ore 18:00 presso i giardini accanto alla Chiesa Russa, lato Corso Benedetto Croce – Bari

Presidio di solidarietà a sostegno della campagna Contro la Repressione e la Criminalizzazione delle Lotte Sociali

#SeMiCacciNonVale

Contro fogli di via, daspo e repressione e contro il D.L. Minniti / Orlando


invitiamo tutti a leggere l’inchiesta “GLI INDESIDERATI DI CASA NOSTRA” ed in particolare l’intervista al questore di Bari presente al seguente link 
NON SOLO MARANGE
Collettivo di Mutuo Soccorso e Cassa di Resistenza Bari

#SeMiCacciNonVale – 18/04/2017 – Conferenza Stampa ed iniziativa pubblica

Martedì 18 Aprile ore 10:00
Conferenza Stampa #SeMiCacciNonVale
Aula Aldo Moro, Dipartimento di Giurisprudenza

ore 10:00

Conferenza stampa a sostegno della campagna #SeMiCacciNonVale

ore 10:30

Le misure amministrative di prevenzione e il DDL Minniti Orlando

Intervengono:
Luigi Pannarale – Professore ordinario di Sociologia del diritto – Uniba
Simonetta Crisci – Avvocati Europei Democratici
Vincenzo Miliucci – Confederazione Cobas
Italo di Sabato – Osservatorio Repressione
Giuseppe Campesi – Ricercatore SciPol e docente di cittadinanza dei diritti umani
Modera:
Gennaro Tosto – Non Solo Marange, collettivo di mutuo soccorso e cassa di resistenza


Mentre il decreto Minniti – Orlando era in discussione alle Camere, a quattro ragazzi sono stati notificati altrettanti fogli di via dalla città di Bari. Ciò che viene imputato loro come prova della necessità di questo provvedimento è il fatto che siano stati denunciati per l’occupazione di Villa Roth, un’occupazione avvenuta ben sei anni fa, le cui indagini sono concluse da 3 anni. Oggi il DDL Minniti Orlando è legge. Si tratta di un decreto securitario che prevede tra i vari articoli nuovo rito processuale riservato ai richiedenti asilo e dispositivi repressivi amministrativi come il “Daspo Urbano”, ovvero la sistematizzazione dell’utilizzo delle misure amministrative di tipo preventivo come strategia di repressione e allontanamento delle marginalità sociali così come dei movimenti sociali e di chiunque intenda esprimere la propria differenza o il proprio dissenso.
Questo decreto, scritto con l’entusiastica collaborazione del presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro prevede l’espulsione preventiva di molteplici soggettività (dal writer all’occupante, dal mendicante alla prostituta) col fine di renderli “indesiderabili”, a tutela dei centri urbani e dei flussi turistici ed economici. Ripulire le città e stroncare qualsiasi forma di dissenso è l’obiettivo finale, ancor di più in vista del prossimo G7 dei ministri economici che si terrà a Bari a Maggio.

Per denunciare la deriva repressiva a cui stiamo assistendo e per esprimere solidarietà politica e materiale a tutti e tutte coloro che sono colpiti dalla repressione, NON SOLO MARANGE – Collettivo di mutuo soccorso e cassa di resistenza convoca alle ore 10 una conferenza stampa per parlare della campagna di solidarietà #SeMiCacciNonVale .

#SeMiCacciNonVale – Giovedì 13 Aprile, Presidio in solidarietà a tutti e tutte

#SeMiCacciNonVale

Campagna di solidarietà ai colpiti dalla repressione e contro la criminalizzazione delle lotte sociali a Bari

Giovedì 13 Aprile, dalle ore 17:30
Presidio in solidarietà a tutti e tutte coloro che sono colpiti dalla repressione e contro la criminalizzazione delle lotte sociali

 

Una iniziativa a sostegno della Campagna di sostegno al Battaglione Internazionale di Liberazione del Rojava

Una iniziativa per sostenere una compagna internazionale promossa da Soccorso Rosso Internazionale di Basel (rhi-sri) e finalizzata all’acquisto di materiale medico per il Battaglione Internazionale in Rojava;
Aiutiamo il Battaglione Internazionale di Liberazione che raggruppa combattenti comunisti, anarchici e antifascisti, accorsi a difendere il Rojava con lo stesso spirito delle Brigate Internazionali nella Spagna del 1936 sostenendoli non solo dal punto di vista politico ma anche da quello materiale.

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Una campagna di solidarietà internazionale finalizzata all’acquisto di speciali bendaggi emostatici (dal costo di 40 dollari l’uno) necessari per tutti coloro che rimangono feriti in combattimento.
Una due giorni di discussione sulla rivoluzione dal punto di vista delle donne e sull’esperienza del confederalismo democratico in Rojava in collaborazione con Ex-Caserma Liberata e con compagne e compagni solidali con il popolo curdo.

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6 DICEMBRE -c\o Officina degli Esordi, Ore 18:00
Presentazione del libro “Per amore” con l’autrice Silvia Todeschini
7 DICEMBRE – c\o Ex-Caserma Liberata, Ore 18:00
proiezione del documentario “Sara. tutta la mia vita è stata una lotta”,
di Dersim Zeravan, sulla vita della heval Sakine Cansız co-fondatrice del movimento di liberazione curdo.
Ore 20:00 – Dibattito sulla rivoluzione confederale del Rojava.
Ore 22:00 – Concerto BENEFIT per la campagna di SOCCORSO ROSSO INTERNAZIONALE (rhi-sri)
con
– LIMBOCHICKS E I PRODUTTORI D’ODIO D’OLIVA, poesia rurale e punk-rock casereccio (Salento)
– TUKURU’ Hip hop/ Afrobeat (Bari)
e in chiusura un djset Afrobeats a cura di Mimmo Superbass

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Contributo consigliato 3€ – Evento Fb

per maggiori informazioni potete ascoltare questo contributo da radio black out o visitare il sito di Soccorso Rosso Internazionale sulla Campagna di sostegno al Battaglione Internazionale di Liberazione del Rojava

La poesia e i linguaggi artistici come antidoto alla repressione: un viaggio nelle carceri italiane e nei bracci della morte degli Stati Uniti.

Sabato 17 Settembre, dalle ore 16:00 Ex Caserma Liberata, una giornata rivolta a chi è recluso in collaborazione con le Brigatepoetirivoluzionari
Ore 18:00 – Poesia Resistente
La poesia e i linguaggi artistici come antidoto alla repressione: un viaggio nelle carceri italiane e nei bracci della morte degli Stati Uniti.
Un incontro con Marco Cinque su esperienze e progetti realizzati assieme a detenuti/e e condannati/e a morte.
Ore 19:00 Scrivere senza prigioni: campagna di sensibilizzazione all’invio di lettere ai detenuti/e
La solidarietà è un’arma,
La solidarietà è una prassi.

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Nessuno rimarrà isolato – Mobilitazione contro la repressione in terra di Bari

Bari non è una città dove accadono molte cose, le proposte culturali e le occasioni sociali sono scarse; I giovani vanno via, non c’è lavoro e non ci sono prospettive. In questo vuoto pneumatico, a partire dal 2009, nella città di Bari è cominciato un nuovo ciclo: gruppi informali, collettivi, giovani e meno giovani hanno cominciato a riappropriarsi della pratica dell’autogestione e a fare esperienza di occupazioni. Occupazioni di spazi pubblici abbandonati a degrado e speculazioni, portati a nuova vita senza chiedere il permesso a nessuno, semplicemente perché era legittimo farlo. Dal 2009 possiamo contare ad oggi 7 occupazioni, ognuna di esse aveva uno scopo: diventare un abitativo per chi non poteva permettersi una casa, accogliere migranti, realizzare uno spazio sociale e collettivo, ognuna di loro sollevava una questione politica che altrimenti sarebbe rimasta sotto il tappeto.

Innegabile il contributo dato da questo tipo di esperienze, il cui valore culturale e politico è stato anche riconosciuto pubblicamente, molti baresi li hanno attraversati, elogiati, discussi partecipando alle centinaia di iniziative politiche, sociali e culturali promosse in questi anni. Tantissimi artisti baresi hanno cominciato a esibirsi in questi spazi, qualcuno di loro è diventato anche piuttosto famoso. Meno famosi sono coloro che questi spazi gli hanno fatti vivere con il loro impegno, coloro che vi hanno trovato accoglienza e solidarietà, nuovi legami, le loro storie non sono meno importanti.

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Oggi vi raccontiamo questo perché è dopo, quando nessuno ci pensa più, che rimangono i problemi da affrontare. Nell’ultimo anno sono stati denunciate oltre 50 persone per reati connessi a questo tipo di esperienze. 52 denunciate per il Mercato occupato, 19 per l’occupazione di Villa Roth. 7 persone per le manifestazioni contro la detenzione amministrativa nei CIE, tre persone per le manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese ed infine due persone sottoposte ad Avviso Orale.

Inoltre sono state denunciate 3 persone per un’azione politica collettiva riguardante la vicenda Rossani. A pochi giorni dalla scadenza del suo mandato, precisamente Il 5 giugno del 2014, Michele Emiliano incontra l’archistar Fuksas, per la firma dell’incarico di affidamento da parte del Comune del progetto di riqualificazione della Ex Caserma Rossani. Una mera speculazione edilizia che prevedeva tra l’altro la costruzione di auditorium/performance center con una capacità di circa 1000 posti.

Quel giorno decine di attivisti e occupanti dell’Ex-Caserma Liberata si presentarono al comune di Bari per chiedere conto al sindaco Emiliano delle sue scelte e per sottolineare che la volontà popolare, era quella di vedere un giorno su quell’area sorgere un parco pubblico. Sicuramente è anche grazie sa quella giornata se il progetto originale di Fuksas è stato cancellato e forse, un giorno sull’area Nord dell’Ex-Caserma Rossani sorgerà un parco pubblico. Per quell’azione, oggi lo stato chiede il conto a 3 militanti che parteciparono a quella iniziativa, pesantemente denunciati dalle autorità di polizia per diversi reati tra i quali, interruzione di pubblico servizio.

Nonsolo Marange terrà alta l’attenzione su tutte queste vicende affinchè nessuno rimanga isolato nell’affrontare la repressione, attraverso l’attivazione di un percorso comune di supporto legale sostenuto da una campagna di iniziative politiche e benefit da attuarsi nei prossimi mesi.

La Solidarietà è un’arma, la Solidarietà è una prassi.
Lunedi 23 maggio, ore 19:00 – presso il circolo ArciGramigna

Assemblea cittadina sulla repressione

Sabato 28 maggio, dalle ore 17:00 – presso l’Ex-Caserma Liberata

Incontro regionale sulla Repressione

dalle ore 22:00
STILL FIGHTING FOR FREEDOM
Reggay, rocksteady e ska contro la repressione

MAD MONKEY SELECTA meets CLEOPATRA SOUND SYSTEM

 

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sabato prossimo, una iniziativa benefit a sostegno della campagna Scateniamoli // SCATENIAMOLI – No Expo Benefit Party alle Le Macerie – Baracche Ribelli … come sempre ci saremo con il banchetto benefit a sostegno del processo ANTIFA Bari e per promuovere la nuova campagna – Nessuno rimarrà isolato – Campagna benefit contro la repressione in terra di Bari.

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Verità e giustizia per Stefano Cucchi – No al perito massone

Stefano Cucchi fu dichiarato morto all’ospedale Pertini di Roma il 22 ottobre del 2009 come evidente conseguenza delle percosse e delle torture che subì durante la sua breve detenzione. Il primo processo Cucchi si è concluso nel 2014 con una sentenza di cassazione che ha dichiarato il parziale annullamento della sentenza di appello, che assolveva i medici imputati, e ha ordinato un nuovo processo per 5 dei 6 medici coinvolti.
Nel 2015, su espressa richiesta dei familiari, è stata aperta dalla Procura della Repubblica di Roma, una seconda inchiesta che vede “già iscritti o di imminente iscrizione nel registro degli indagati 2 militari dell’arma dei carabinieri per falsa testimonianza e altri 3 carabinieri per lesioni”.
Il giorno 24 Marzo, a Bari, presso il Policlinico avrà inizio l’incidente probatorio di questa seconda inchiesta, per “accertare la natura, l’entità e l’effettiva portata delle lesioni patite da Stefano Cucchi”
Lo Stato ha indicato due nomi per le perizie mediche sul corpo di Stefano per questi due processi:
La prima affidata a Cristina Cattaneo. Nel 2013 il risultato della perizia a lei affidata, indico la morte di Stefano come conseguenza della “sindrome da inanizione”, ossia una mancanza (o grande carenza) di alimenti e liquidi; La sua perizia non ha resistito ai successivi gradi di giudizio ed è stata confutata di recente, di fronte al pm della seconda inchiesta Giovanni Musarò, dalla testimonianza del perito radiologo Carlo Masciocchi, “perché non avrebbe individuato la frattura di una porzione della vertebra interessata dal pestaggio inflitto a Cucchi dopo l’arresto come possibile causa di morte”.
La seconda perizia, nel dicembre del 2015 viene affidata a Francesco Introna in qualità di capo del collegio dei periti che dovranno appunto, “accertare”.
Il problema è che Francesco Introna, medico legale dell’Università di Bari è un uomo di destra, nato politicamente in Alleanza Nazionale, sotto l’ala protettrice di Pinuccio Tatarella e oggi collocato con i “Fratelli d’Italia” di Ignazio La Russa, che più volte si è lasciato andare a pesanti dichiarazioni sulla morte di Stefano, escludendo a gran voce le responsabilità del corpo dell’arma dei carabinieri in questa vicenda.
Francesco Introna è stato iscritto alla Massoneria per sua stessa ammissione e soprattutto è legato da sintonia professionale con Cristina Cattaneo, anch’essa medico legale e autrice della prima perizia sul corpo di Stefano.
Nel dicembre del 2015 la famiglia Cucchi ha presentato un esposto contro la nomina di Francesco Introna che è stato respinto alla fine dello scorso gennaio. In una recente intervista, in vista dell’incidente probatorio di Bari, Ilaria Cucchi ha dichiarato la sua forte preoccupazione per il rischio che neanche in questa inchiesta giudiziaria si possa ottenere giustizia per Stefano vista l’importanza che assumono le perizie durante il percorso processuale.
Stefano non è morto per malnutrizione, Stefano è morto per tortura di stato. Chiediamo una perizia che stabilisca
VERITA’ E GIUSTIZIA PER STEFANO CUCCHI
NO AL PERITO FASCISTA E MASSONE
Giovedì 24 Marzo, dalle ore 10:00 Presidio presso l’ingresso principale del Policlinico di Bari

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Martedì 22 Marzo, ore 21:00
presso il Gramignarci di Bari e in contemporanea all’Exit di Barletta una iniziativa di controinformazione e denuncia

— VERITA’ E GIUSTIZIA PER STEFANO CUCCHI –