Contro la repressione e la criminalizzazione delle lotte sociali a Bari

“..la informiamo che nei suoi confronti è in atto un procedimento amministrativo volto all’adozione del provvedimento di ingiunzione di non fare ritorno nel Comune di Bari..”.

Con queste parole, ovvero un provvedimento noto come Foglio di Via, la questura di Bari sta allontanando 4 persone dalla città di Bari per 3 anni e non sappiamo se ce ne saranno altri ancora. Ciò che viene imputato loro come prova della necessità di questo provvedimento è semplicemente ridicolo: il fatto che siano state denunciate per l’occupazione di Villa Roth, un’occupazione avvenuta ben sei anni fa e le cui indagini sono concluse da 3 anni. Reati per i quali gli imputati non sono stati ancora giudicati poiché il processo non è ancora iniziato. La pericolosità sociale di queste persone è una barzelletta, anche solo per il fatto che l’occupazione di Villa Roth è stata sostenuta da tutta la città attraverso petizioni e riconoscimenti, ma ciò nonostante la loro vita potrebbe essere rovinata sul serio, visto che tutti loro, pur non avendo la residenza a Bari, in questa città studiano o lavorano.

Sappiamo quali sono le motivazioni reali che spingono la questura a un provvedimento simile: il prossimo G7 dei ministri dell’Economia che si terrà a Bari il prossimo maggio. Evidentemente l’obiettivo è quello di colpire chiunque possa risultare un attivista politico oggi o in passato col fine di spaventare e dissuadere tutti coloro che hanno ancora voglia di esprimere il loro dissenso. Non si perseguono dei reati, si perseguono le persone e le loro idee, in perfetta coerenza col decreto Minniti.

Conosciamo già queste dinamiche: la volontà univoca di rispondere ad ogni forma di lotta sociale come se fosse una questione di ordine pubblico, il tentativo di soffocare nella repressione ogni possibile opposizione. Consapevoli che essere dei\delle militanti ti pone come bersaglio delle mire repressive di uno stato che sempre più volge verso una svolta securitaria nella gestione delle frizioni sociali e dei movimenti che attraversiamo; urliamo a gran voce e con dignità la nostra avversione a questo sistema repressivo criminale e criminalizzante.

Esprimiamo piena complicità e solidarietà ai perseguitati dalla questura di Bari e invitiamo tutte i\le solidali a partecipare al presidio a sostegno della campagna #SeMiCacciNonVale – Contro repressione e criminalizzazione delle lotte sociali,  Giovedì 13 aprile alle ore 18, in p.zza Libertà a Bari .

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